Scrivi quanto pensi di fatturare. In dieci secondi vedi contributi, imposta, costi di gestione e il netto che ti rimane in tasca — al mese e all'anno. Poi lo confronti con lo stipendio che hai oggi.
Niente abbonamenti. Niente cloud. Solo il tuo Excel, sul tuo PC, sotto il tuo controllo.
Simulatore_Apertura_Partita_IVA.xlsx
INCLUSO — Manuale PDF di 11 pagine, con il significato di ogni cella, il calendario del primo anno e le domande che ricevo prima di ogni apertura.
Sono le sei frasi che sento più spesso da chi è a un passo dall'aprirla — e da chi l'ha aperta un anno fa.
«Mi hanno offerto un contratto da 40.000 € l'anno. Conviene?»
Dipende da quanto ne resta. Fra contributi, imposta e costi fissi la differenza fra il lordo e il netto è molto più grande di quanto sembri.«Il forfettario è quello con il 15%, giusto? Anzi il 5%.»
Il 5% vale per cinque anni e solo a condizioni precise. E l'imposta non è la voce più pesante: i contributi lo sono quasi sempre di più.«Il primo anno ho pagato pochissimo, mi sembrava troppo bello.»
Lo era. Nel primo anno non versi imposta: il conto arriva l'anno dopo, tutto insieme, con il saldo e il primo acconto.«Mi servono 1.800 € al mese. Quanto devo fatturare?»
Non 1.800 per dodici. La domanda è giusta, ma la risposta richiede di percorrere il calcolo al contrario — ed è la cosa che questo file fa meglio.«Lascio un posto fisso. Sto facendo la scelta giusta?»
Sul piano economico si può calcolare. Su TFR, ferie, malattia e disoccupazione no: sono voci che vanno messe sul piatto consapevolmente, non dimenticate.«Quanto devo mettere da parte ogni mese per le tasse?»
È la domanda che salva chi apre, ed è quella che quasi nessuno si fa in tempo. Il file ti dà la cifra esatta da accantonare.Il file simula il regime forfettario, quello che sceglie la quasi totalità di chi apre oggi. Bastano fatturato, tipo di attività e gestione previdenziale per vedere il primo risultato: le altre dodici celle gialle sono già precompilate con valori realistici, e le affini quando vuoi un quadro più preciso.
Fatturato previsto, tipo di attività, costi vivi, gestione previdenziale, costi di gestione. Da lì il file scende fino al netto in tasca, riga per riga, senza saltare passaggi.
Scrivi il netto che ti serve al mese. Il file ti dice quanto devi fatturare in un anno per portartelo a casa, tenendo conto dei tuoi costi e della tua previdenza.
Dodici righe che coprono i primi ventiquattro mesi: apertura, iscrizione previdenziale, Camera di Commercio, fatturazione elettronica, dichiarazione, saldo e acconti. Con la data di scadenza accanto a ciascuna.
Non solo Gestione Separata. Sette preset — Forense, Inarcassa, CNPADC, CIPAG, ENPACL, ENPAP, ENPAB — con soggettivo e integrativo già impostati e sovrascrivibili, più il contributo minimo annuo che molte Casse chiedono anche a chi fattura poco.
Il 4% che addebiti al cliente non è un tuo costo. Ma se non lo addebiti lo diventa: il file te lo chiede e, se rispondi «No», lo conta correttamente fra le uscite.
Artigiani e commercianti forfettari possono chiederla entro il 28 febbraio. Il file la calcola, ma ti avvisa anche che riduce la pensione futura nella stessa proporzione — che è la parte che quasi mai viene detta.
Resti sotto gli 85.000 €? Hai redditi da lavoro dipendente sopra i 35.000 €? Hai davvero i requisiti per il 5%? Tre semafori che rispondono, e che bloccano il verdetto se una condizione non c'è.
Un blocco dedicato a TFR, ferie e permessi pagati, malattia, NASpI, tredicesima e continuità del reddito. Il confronto con il lavoro dipendente è solo economico, e il file lo dichiara invece di far finta di niente.
Aliquote, minimali, massimali, contributi fissi e coefficienti: tutti in un foglio visibile, ciascuno con la fonte e la data di verifica accanto. Quando l'INPS pubblica le nuove circolari a febbraio, aggiorni una cella e il file torna corrente.
Funziona con Excel, LibreOffice e Fogli Google. Nessuna macro, nessun componente aggiuntivo, nessuna connessione a internet. I fogli sono protetti senza password: è solo per non cancellare una formula per sbaglio, e in due clic si sblocca tutto.
Undici pagine: che cosa scrivere in ogni cella, come si legge il verdetto, il calendario completo del primo e del secondo anno, i quattro costi che quasi tutti dimenticano e le domande frequenti.
Li scarichi subito, sono tuoi, restano sul tuo computer. Puoi rifare la simulazione tutte le volte che vuoi, cambiando fatturato e ipotesi finché il quadro non è chiaro.
Una cifra prudente, IVA esclusa. Scegli il tipo di attività dal menu e il file applica da solo il coefficiente di redditività corretto fra i nove previsti dalla legge.
Gestione Separata, artigiani, commercianti o Cassa. Poi commercialista, software di fatturazione, Camera di Commercio, albo. Sono le voci che nessuna simulazione online considera, e sono quelle che spostano il risultato.
Vedi quanto ti resta al mese e quanto devi accantonare. Poi apri «Quanto Fatturare», scrivi il netto che ti serve e scopri il fatturato che devi raggiungere per ottenerlo.
| Il punto | Un calcolatore online gratuito | Questo file |
|---|---|---|
| Costi di gestione | Ignorati: commercialista, software e albo non compaiono | Quattro voci dedicate, che entrano nel netto finale |
| Costi vivi dell'attività | Non richiesti | Richiesti e sottratti: nel forfettario non si deducono, ma li paghi lo stesso |
| Casse professionali | Quasi sempre assenti: solo Gestione Separata | Sette Casse con soggettivo, integrativo e contributo minimo |
| Minimali e contributi fissi | Trascurati: i contributi appaiono proporzionali al reddito | Artigiani e commercianti pagano il fisso anche sotto il minimale, e il file lo calcola |
| Il secondo anno | Non menzionato | Un foglio intero: saldo, primo e secondo acconto, con le date |
| Confronto con il dipendente | Solo economico, quando c'è | Economico, più l'elenco esplicito di ciò che il confronto non misura |
| Da dove vengono i numeri | Non dichiarato, spesso fermi a due anni fa | Foglio Parametri con la fonte e la data di verifica accanto a ogni valore |
| Chi lo ha scritto | Ignoto | Silvia Casali, Dottore Commercialista, iscritta all'Ordine di Ravenna al n. 511/A |
Hai un'offerta sul tavolo, o un'idea che sta diventando seria. Prima di andare dal commercialista vuoi arrivare con i numeri già in testa e con le domande giuste da fargli.
La sezione 5 mette a confronto il netto della partita IVA con lo stipendio che hai oggi, e ti elenca accanto tutto quello che il confronto economico non riesce a misurare. La decisione resta tua, ma informata.
Sei al primo anno, hai pagato pochissimo e non sai bene cosa aspettarti. Il foglio «Il Primo Anno» ti dice esattamente cosa arriva il prossimo giugno, e quanto devi avere da parte per quel giorno.
È il caso in cui serve di più. Il secondo foglio contiene una scala completa da 5.000 a 90.000 € di fatturato: vedi a colpo d'occhio quanto ti resterebbe a ogni livello, senza dover indovinare in partenza. E se preferisci partire dall'altra estremità, scrivi il netto che ti serve al mese e il file calcola il fatturato necessario.
No, e lo dichiara apertamente in tre punti diversi. Simula il forfettario, che è la scelta della quasi totalità di chi apre oggi. Se il tuo dubbio è quale regime adottare — perché superi gli 85.000 € o perché hai molti costi deducibili — lo strumento corretto è il Calcolatore Convenienza, che mette i due regimi a confronto riga per riga.
Sì. Ci sono sette Casse già impostate — Forense, Inarcassa, CNPADC, CIPAG, ENPACL, ENPAP, ENPAB — con le aliquote soggettivo e integrativo precaricate, più una voce libera in cui inserisci le tue. Puoi indicare anche il contributo minimo annuo, che molte Casse chiedono a prescindere dal reddito ed è la voce che sorprende chi apre con fatturati bassi. I preset sono indicativi: il regolamento della tua Cassa resta il riferimento, ed è scritto anche nel foglio.
Sono i valori 2026, ciascuno con la fonte e la data di verifica accanto, nel foglio «Parametri». Le aliquote INPS escono a inizio febbraio con le circolari annuali: quando arrivano aggiorni le celle indicate e tutto il file si ricalcola da solo. Non c'è nulla di sepolto dentro le formule.
Quasi sempre per due voci. La prima sono i contributi, che nel forfettario si calcolano sul reddito imponibile e pesano più dell'imposta: per un professionista in Gestione Separata sono il 26,07%, contro un'imposta del 5% o del 15% su una base già ridotta. La seconda sono i costi vivi e i costi di gestione, che le simulazioni online non chiedono mai e che invece escono dalle tue tasche tutti gli anni.
Nel primo anno di attività non versi imposta sostitutiva: la paghi l'anno successivo. Il primo anno sembra quindi economico, e ci si abitua. Poi a giugno del secondo anno arriva il saldo dell'intero primo anno insieme al primo acconto del secondo, e l'esborso può essere una volta e mezza quello che ti aspettavi. Il file te lo mostra prima, e ti dice la cifra esatta da accantonare ogni mese perché quel giorno non sia un problema.
Dieci minuti e una cifra al posto di una sensazione. Se dopo averlo compilato decidi di non aprirla, questo file ti è servito comunque — forse più che se l'avessi aperta.
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