Quarantasette categorie di spesa già pronte, con la percentuale di deducibilità e di detraibilità IVA corretta per ognuna. Tu scrivi data, importo e categoria: il resto lo fa il file.
Niente abbonamenti. Niente cloud. Solo il tuo Excel, sul tuo PC, sotto il tuo controllo.
Registro_Spese_Deducibili.xlsx
INCLUSO — Manuale PDF di 11 pagine, con il dettaglio di ogni colonna, di ogni tetto e delle sedici domande che mi fanno più spesso.
Quando la dichiarazione è sul tavolo, nessuna delle cose qui sotto si può più rimediare.
«Ho una scatola di scontrini e una cartella di PDF, e a marzo ci penso.»
A marzo la metà non si trova più e l'altra metà non ti ricordi cos'era.«Non so quanto posso dedurre di una cena con un cliente.»
Il 75%, ma solo entro il 2% dei compensi annui. Due limiti che si applicano uno dopo l'altro, in quest'ordine.«Ho pagato in contanti, tanto ho lo scontrino.»
Dal 2025 per vitto, alloggio, viaggi, taxi e NCC lo scontrino non basta più: se paghi in contanti la deduzione si perde per intero.«Il commercialista mi chiede i documenti e io gli mando tutto alla rinfusa.»
Il tempo che ci mette lui a metterli in ordine lo paghi tu, in parcella o in domande a cui rispondere.«Ho comprato un computer da 1.500 €: quest'anno quanto scarico?»
Non 1.500. Sopra i 516,46 € il bene si ammortizza, e la quota dipende dal tipo di bene.«Non ho idea di quanto mi facciano risparmiare davvero le spese che sostengo.»
È il numero che dovrebbe guidare le decisioni di acquisto, ed è l'unico che quasi nessuno ha sotto mano.Registri le spese in un foglio solo. Tutto il resto — totali, tetti, percentuali, allarmi, risparmio stimato — si costruisce da sé mentre scrivi.
Data, descrizione, categoria dal menu a tendina, imponibile, IVA, metodo di pagamento. Sei colonne. Le altre sei si calcolano da sole e ti dicono, riga per riga, quanto di quella spesa arriva davvero in dichiarazione.
Non è un elenco nascosto dentro le formule: è un foglio che puoi leggere, controllare e correggere. Per ogni categoria trovi la percentuale di deducibilità, quella di detraibilità IVA e il riferimento normativo.
È il foglio che apri quando vuoi sapere come sta andando l'anno. Sei blocchi, dal totale generale fino al dettaglio mese per mese.
Vitto e alloggio al 2% dei compensi, rappresentanza all'1%. Con 50.000 € di compensi sono 1.000 € e 500 €: molto meno di quanto sembri. Il file te lo mostra prima che tu li superi.
Sul vitto si applica prima il taglio al 75%, e solo dopo si verifica il tetto del 2% — che si misura sulla spesa già ridotta. Sbagliare l'ordine cambia il risultato, e il file lo fa nel modo corretto.
Vitto, alloggio, viaggi, taxi e NCC pagati in contanti non sono più deducibili. Una sezione dedicata conta le righe a rischio e quantifica in euro la deduzione che stai per perdere.
Il computer che usi metà per lavoro e metà per casa non sta nel catalogo di nessuno. Scrivi 0,5 a mano nella riga, motivi nelle note, e il file usa il tuo valore.
Un registro già compilato con il suo riepilogo, commentato riga per riga. Non è protetto: serve proprio per essere smontato finché non hai capito come funziona.
Quattrocento righe bastano per un anno di attività individuale — circa una spesa e mezza per ogni giorno lavorato. Se te ne servono di più, si estendono copiando una riga.
Funziona con Excel, LibreOffice e Fogli Google. Nessuna macro, nessun componente aggiuntivo, nessuna connessione a internet. I fogli sono protetti senza password: è solo per non cancellare una formula per sbaglio, e in due clic si sblocca tutto.
Undici pagine: cosa scrivere in ogni colonna, come si leggono i tetti, quando sovrascrivere le percentuali, le sette voci del catalogo che si sbagliano più spesso e sedici domande frequenti.
Li scarichi subito, sono tuoi, restano sul tuo computer. Ogni anno salvi una copia pulita e ricominci: il registro dell'anno precedente resta valido con i suoi parametri.
Nel riepilogo indichi i compensi annui che prevedi, la tua aliquota IRPEF e le addizionali. Servono per calcolare i tetti e il risparmio reale. È l'unica cosa che si imposta all'inizio.
Data, descrizione, categoria dal menu, imponibile, IVA, come hai pagato. Sei campi, venti secondi. Le percentuali, i totali e gli allarmi si aggiornano mentre scrivi.
Dieci minuti per controllare i tetti, i pagamenti in contanti e le righe incomplete. È il momento in cui si rimedia — non a marzo, quando l'anno è chiuso.
| Il punto | Un foglio di spese fatto in casa | Questo file |
|---|---|---|
| Percentuali di deducibilità | Da ricordare a memoria, voce per voce | Quarantasette categorie con la percentuale già impostata e visibile |
| IVA detraibile | Spesso confusa con l'IVA pagata | Calcolata con la sua percentuale, che è diversa da quella di deducibilità |
| Tetti di legge | Nessun controllo: si scopre lo sforamento a dichiarazione fatta | Quattro tetti monitorati in tempo reale, con semaforo e commento a parole |
| Ordine di applicazione dei limiti | Ignorato | Prima il taglio al 75%, poi il tetto sulla spesa già ridotta |
| Tracciabilità dei pagamenti | Non prevista | Sezione dedicata che quantifica in euro la deduzione a rischio |
| Beni sopra 516,46 € | Dedotti per intero, per errore | Categoria dedicata alla quota di ammortamento, separata dalle spese correnti |
| Risparmio effettivo | Sconosciuto | Stimato con la tua aliquota IRPEF e le tue addizionali, in euro |
| Chi lo ha scritto | Ignoto | Silvia Casali, Dottore Commercialista, iscritta all'Ordine di Ravenna al n. 511/A |
È il caso in cui il file rende di più: ogni euro correttamente registrato è un euro che riduce l'imponibile. Con l'aliquota marginale del 33% in vigore dal 2026 e le addizionali, 10.000 € di spese ben tenute valgono oltre 3.700 € di imposte in meno.
Stessa logica, stesso registro. Il file segue il principio di cassa e ti consente di tenere il criterio coerente per tutto l'anno, che è il punto su cui si sbaglia più spesso.
Nel forfettario i costi non si deducono, ed è giusto saperlo prima di comprare. Ma sapere quanto spendi è il dato che ti dice se il forfettario ti conviene ancora. Serve come controllo di gestione, non come deduzione — e il file lo scrive chiaramente.
Non per dedurre: nel forfettario i costi non si deducono, e sarebbe scorretto dirti il contrario. Ti serve per sapere quanto spendi, che è il dato che il forfettario non ti obbliga a raccogliere e che quasi nessuno conosce. È esattamente il numero che serve per decidere se restare o uscire dal regime — e il file lo scrive nero su bianco al primo foglio. Una volta che sai quanto spendi, il Calcolatore Convenienza ti dice se quel livello di costi rende già più conveniente il regime ordinario.
Quattrocento righe, sufficienti per un anno di attività individuale: circa una spesa e mezza per ogni giorno lavorato. Il file è stato provato con tutte e quattrocento le righe piene e i tempi di ricalcolo restano immediati. Se te ne servono di più, si aggiungono copiando una riga già compilata.
Sì, ed è il modo giusto di usarlo: salvi una copia per ogni anno — «Registro 2026», «Registro 2027» — e riparti da un foglio pulito. I plafond del 2% e dell'1% sono annuali, quindi ogni anno vuole il suo file. Ci metti trenta secondi e i controlli restano corretti.
Usi la voce «Altra spesa (definisci tu)», scrivi a mano la percentuale nelle colonne dedicate e motivi nelle note. Prima però conviene scorrere il catalogo per intero: le categorie sono volutamente ampie e molte spese ricadono in una voce dal nome meno ovvio di quello che si stava cercando.
I valori sono quelli 2026, con il riferimento normativo accanto. Le regole sul reddito di lavoro autonomo sono state riscritte di recente e continueranno a muoversi: per questo il catalogo è un foglio visibile e modificabile, non un elenco nascosto dentro le formule. Quando una regola cambia, correggi la riga e tutte le spese già registrate si ricalcolano da sole.
No. Gli riduce di molto il lavoro di riclassificazione a chiusura, e riduce altrettanto le domande a cui devi rispondere a marzo cercando fatture di ottobre. È il modo migliore di usarlo: un registro compilato durante l'anno, con le categorie già assegnate e i tetti già verificati.
Una sola cena di lavoro registrata male, un tetto superato senza saperlo o tre spese pagate in contanti valgono già più del prezzo di questo file. E succedono tutti gli anni.
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